Michael è nato in una posizione di autorità assoluta su un mondo lontano, dove la resistenza non è mai esistita e la morte era inevitabile. Ma la Terra lo trasforma in un modo imprevedibile: qui non invecchia, non svanisce, non finisce. Per secoli esercita la sua influenza silenziosamente, indifferente alle conseguenze, finché una donna non lo costringe a sperimentare qualcosa che non aveva mai provato prima: la vulnerabilità. Per diventare reale, deve varcare i limiti, rischiare la perdita e confrontarsi con l'unica cosa che non ha mai avuto: il diritto di morire. Un romanzo psicologico e filosofico sul potere, l'esposizione e il prezzo della scelta dell'umanità.
Il diritto di morire
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